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L'uomo e l'anima.

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L'uomo e l'anima.

Messaggiodi Heidi » mer giu 02, 2010 5:30 pm

Parlando del DNA artificiale nel topic " E adesso...si fabbrica la vita", è emerso un argomento interessante:
L' anima.
Ho pensato di aprire questo nuovo 3d, per poterne parlare e approfondire, senza uscire dal tema iniziale dell'altro.

Primularossa aveva scritto: "L'anima è il soffio di Dio."
E ancora:
"... siamo rinchiusi in un laboratorio speciale: l'uomo.
Laboratorio prigione.
L'uomo è prigioniero del corpo come il detenuto nella casa circondariale.
Che fa un detenuto in carcere? Sogna di uscire.
Cosa fa il pensiero prigioniero del corpo? Sogna di uscire.
Dunque non darei "peso" all'anima perchè peso non ha.
L'anima esiste prima dell'uomo e nessun uomo potrĂ  mai soffiare nelle narici del "replicante" donandogli la vita.
L'unico essere che può nuocere all'uomo è l'uomo."

Il desiderio di parlare dell'anima ha ispirato tantissime menti eccelse e non solo.
Ognuno di noi, nella propria vita, chissĂ  quante volte, si sarĂ  soffermato, a riflettere e pensare, ponendosi degli interrogativi che, inesorabilmente, restano senza risposte.
Il concetto di "corpo-prigione" dell'anima, a cui accennava primularossa, è stato espresso anticamente da Platone, il quale diceva:
"Il corpo è come tombaper l'anima
che in esso è sepolta,
eppure è con esso
che l'anima si esprime.
L'anima espia colpe
che le è necessario espiare
e intorno ha questo recinto
simile a prigione.
Questo carcere
è il custode dell'anima
fino a che essa
tutti i propri debiti
non abbia compensato,
e nulla v'è da cambiare in questo,
nemmeno una sola lettera.

C'è da chiedersi, come sia possibile che il corpo (materia), così limitato, possa tenere in gabbia la nostra Anima (Spirito), così infinita.
Forse il corpo, cioè la materia, ha maggiore potere dello Spirito?
Il corpo è solo un involucro.
Ciò che lo fa muovere è il nostro cervello, che, però, esegue comandi legati alla nostra volontà e cioè alla parte razionale di noi.
E' necessario quindi tirare in gioco la Ragione.
Solo la ragione, che è legata ai bisogni dell'uomo (buoni e no), può predominare, guidando l'individuo verso strade e scelte che, non sempre, l'Anima farebbe.
Esiste il mondo materiale e quello spirituale.
In quello materiale noi ci muoviamo e da esso traiamo le soddisfazioni immediate, quelle che ci attraggono in continuazione (denaro, benessere, piaceri legati ai sensi, ecc.).
Sono proprio queste "sollecitazioni" a cui la societĂ  ci sottopone, che annebbiano la nostra Ragione, facendola prevalere sulla SpiritualitĂ  e soffocando quindi la voce dell'Anima.

Se solo riuscissimo ad ascoltare maggiormente la nostra Interiorità, riusciremmo a prendere coscienza di quella parte di Divino, che c'è in noi, ammanettando il mondo materiale, che ci imprigiona, e lasciando invece volare la nostra Anima, capaci, a quel punto, di vivere in sintonia con l' Universo, per scoprire la sua e nostra identità.
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Re: L'uomo e l'anima.

Messaggiodi Grande Puffo » mer giu 02, 2010 6:56 pm

Heidi ha scritto:Primularossa aveva scritto: "L'anima è il soffio di Dio."

Veramente per la teologia cristiana, credo anche cattolica, lo Spirito è il soffio dell'Eterno. L'anima ne riceve ispirazione.

Lo spirito è la parte più nobile dell'uomo e occupa la parte più intima del suo essere. Il corpo è la parte meno nobile e occupa la parte esteriore. Tra i due dimora l'anima, che serve da intermediario. Il corpo è lo scudo esteriore dell'anima e questa è l'involucro esteriore dello spirito. Lo spirito trasmette i suoi pensieri all'anima e l'anima spinge il corpo ad ubbidire allo spirito. Questo spiega la funzione da intermediaria dell'anima. Prima della caduta dell'uomo lo spirito controllava tutto l'essere per mezzo dell'anima.

Infatti Maria disse (Luca 1): "46 E Maria disse: L'anima mia magnifica il Signore; 47 E lo spirito mio festeggia in Dio, mio Salvatore."

La gioia della festa viene dallo spirito e tramite l'anima porta la bocca a magnificare il Signore.
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Re: L'uomo e l'anima.

Messaggiodi ettore » mer giu 02, 2010 8:08 pm

Heidi ha scritto:Se solo riuscissimo ad ascoltare maggiormente la nostra Interiorità, riusciremmo a prendere coscienza di quella parte di Divino, che c'è in noi...


Se tutti gli uomini riuscissero ad ascoltare la propria interioritĂ , non esisterebbero egoismi, crudeltĂ , guerre.
Convivere tra esseri umani comporta necessariamente di sacrificare una parte delle proprie esigenze per permettere agli altri di esprimere una parte delle loro. E questo vale tanto per un popolo quanto per un singolo nucleo famigliare.
Nella nostra interioritĂ  sono scritte le istruzioni per l'uso, bisogna solo avere voglia di leggere.
Quando l'uomo, "distratto" dalle comoditĂ  che la quotidianitĂ  offre, non ascolta la voce dell'anima, firma la sua condanna al declino, materiale e spirituale.

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Re: L'uomo e l'anima.

Messaggiodi diego trevisan » gio giu 03, 2010 8:01 am

di Guido Dalla Casa

Che cos'è l'anima? Sono in molti a chiedersi se la differenza sostanziale tra animali e uomini dipenda da essa. Nella tradizione occidentale, e nell’insegnamento delle religioni giudaico-cristiana e islamica, il termine anima ricopre, in genere, il significato di entità stabile, permanente, autonoma e unitaria. E’ qualcosa che “c’è” o “non c’è”. Viene associata esclusivamente all’essere umano e in senso individuale.

Per il materialismo, che è poi l’ala “ufficiale” della scienza meccanicista ed ha oggi un notevole séguito in Occidente, l’anima non esiste ed il pensiero si riduce a una specie di prodotto del cervello: nessuna considerazione per la mente cellulare-sistemica conseguente alla persistenza temporanea di un sistema altamente complesso, anche dopo una degenerazione cerebrale.

Tali concezioni richiedono come necessaria la definizione precisa del momento della morte, cosa di cui oggi la scienza medica dubita fortemente.

Alla luce delle conoscenze attuali della scienza -cioè della psicologia interpersonale, della teoria dei sistemi e della fisica quantistica- entrambe le posizioni sono piuttosto insostenibili. Si tratta, come al solito, di quelle concezioni contrapposte tanto comuni nella nostra civiltà attuale.

Oggi sembra più logico pensare in termini di mente-psiche-spirito: un’entità variabile e senza confini definiti, che si modifica nel tempo ed è caratteristica di tutti i sistemi oltre un certo livello di complessità. Sarà bene anticipare subito che tutti i sistemi viventi hanno un livello di complessità molto elevato. E’ evidente che, in questo quadro, affermare che l’uomo ha l’anima e gli animali “non ce l’hanno” è privo di qualunque significato. Tutti i viventi sono senzienti e tali sono anche molte entità naturali (ecosistemi, complessi di viventi, esseri collettivi, ecc.).

Nel quadro di una visione del mondo ispirata all’ecologia profonda, il problema della contrapposizione uomo-animali non esiste perché l’uomo è un animale a tutti gli effetti: non c’è alcuna separazione, né confine.

Recentemente è stato pubblicato in italiano il libro di uno scienziato olandese (R.Corbey – Metafisiche delle scimmie – Bollati Boringhieri, 2008), in cui, peraltro, si ricerca quali possano essere le caratteristiche che dividono l’umano dall’animale. In un recente passato si è sempre dovuto spostare questo confine, man mano che si accumulavano nuove scoperte e nuovi studi, ma infine il tentativo di mantenere comunque una divisione è fallito: il confine non esiste.

Gli altri animali giocano, soffrono, amano, hanno emozioni profonde, tengono un comportamento del tutto paragonabile a quello umano.

In questo quadro anche il problema etico del riscatto dalla sofferenza da parte degli esseri senzienti non-umani non esiste. Il riscatto dalla sofferenza avrà la stessa storia per gli umani e per i non-umani, essendo della stessa natura. Gli altri esseri vivono la nostra stessa avventura. Niente scompare, tutta la sofferenza dovrà risolversi, i conti torneranno per tutte le entità naturali. Questo dà anche ragione di una forma di reincarnazione, anche se di tipo non necessariamente individuale, l’unico che la cultura occidentale attuale sembra disposta a comprendere, attribuendolo di solito a concezioni orientali o esotiche. Del resto, se ci si interroga su cosa ci accadrà dopo la morte, è logico anche domandarsi cosa eravamo prima della nascita.

Viene comunque spontaneo chiedersi se sia più materialista una visione del mondo in cui tutto è soltanto materia inerte, tranne una sola specie “privilegiata”, o un sottofondo di pensiero in cui qualunque entità naturale evidenzia lo spirito, la mente o l’Anima del mondo.

E’ nota la grande influenza sulla mentalità occidentale del pensiero di Cartesio, che ha aggravato notevolmente la visione del distacco totale fra spirito e materia, fra umani e mondo naturale.

Interessante è poi questo pensiero di Diderot, soprattutto perché proviene dal periodo dell’Illuminismo:

“Vedi questo uovo? Grazie a lui si possono rovesciare tutte le scuole di teologia e tutti i templi della Terra. Che cosa è questo uovo? Una massa insensibile prima che il germe vi si sia introdotto… Come farà questa massa a passare ad un’altra organizzazione, alla sensibilità, alla vita? Col calore. Ma chi produrrà il calore? Il moto? Quali saranno gli effetti successivi di questo moto? Invece di rispondermi, siediti, e seguiamoli attimo per attimo con i nostri occhi.

Dapprima c’è un punto che oscilla, un filetto che si estende e si colora; si forma della carne, un becco, la punta delle ali, occhi, zampe che cominciano ad apparire; una materia giallastra che si divide e produce degli intestini; è un animale… Cammina, vola, si irrita, fugge, si avvicina, si lamenta, soffre, ama, desidera, gioisce; ha tutte le tue caratteristiche; compie tutte le tue azioni.

Quando si esaminano le affinità fra umani e altri animali, di solito ci si limita a parlare di esseri senzienti a noi molto simili ma tuttora viventi. Vorresti, con Descartes, che esso sia una pura macchina imitativa? Ma ti prenderanno in giro pure i bambini e i filosofi ti replicheranno che, se quella è una macchina, tu ne sei un’altra. Se confessi che, tra te e l’animale, ci sono soltanto differenze di organizzazione, mostrerai buon senso e ragionevolezza, sarai in buona fede; ma si potrà concludere contro di te che, con una materia inerte, disposta in un certo modo, impregnata con un’altra materia inerte, con un po’ di calore e di movimento, si ottiene sensibilità, vita, memoria, coscienza, passioni, pensieri…

Ascolta e avrai pietà di te stesso; capirai che, per non ammettere una supposizione semplice che spiega tutto, la sensibilità, proprietà generale della materia, o prodotto dell’organizzazione, rinunci al senso comune e ti sprofondi in un abisso di misteri, contraddizioni, assurdità”. (Da La Nuova Alleanza, di Prigogine-Stengers).

“La visione ideologica che ci fa credere unici e diversi cioè inconfondibili e migliori di tutti gli altri esseri viventi sul pianeta, è solo un curioso delirio di grandezza”. (Fabio Ceccarelli)

Quando si esaminano le affinitĂ  fra umani e altri animali di solito ci si limita a parlare di esseri senzienti a noi molto simili ma tuttora viventi. Se consideriamo anche esseri del passato (Homo habilis, uomo di Neanderthal, ecc.), le assurditĂ  delle concezioni correnti diventano ancora piĂą evidenti.

Esseri come gli Australopiteci o l’Homo erectus si sono estinti da poche centinaia di migliaia di anni, tempo insignificante nella scala complessiva della Vita. Il fatto che questi ominidi siano scomparsi è del tutto contingente. Se fossero viventi, la nostra cultura, a seconda del parere di qualche istituzione, potrebbe considerare la caccia a questi esseri come uno sport, o chiuderli nelle gabbie degli zoo, oppure vedere l’uccisione di un ominide come omicidio volontario.

Ma anche se ci limitiamo alle specie ora viventi, si può notare che più aumentano le nostre conoscenze sul comportamento dei Primati, più diminuiscono le differenze fra primati umani e non umani. L’idea di uomo, nel pensiero dell’Occidente, è costruita in contrapposizione all’idea di animale: umanità e animalità vi appaiono come termini antitetici, sia nella concezione biblica che nell’idea scientifica di derivazione baconiana. Ma si tratta di una contrapposizione largamente mitica e scientificamente insostenibile.

Anche il linguaggio abituale è improprio perché l’uomo è un animale.

Il bonobo, o Pan paniscus, dovrebbe chiamarsi Homo paniscus: le differenze con l’Homo sapiens sono minime. Dobbiamo liberarci da quell’antropocentrismo che caratterizza la nostra cultura ed è una delle cause a monte che hanno provocato la spaventosa situazione ecologica del Pianeta.

Gli altri animali soffrono, amano, sono coscienti. Qual è la facoltà che consente di attribuire dei “diritti soggettivi”? Se si trattasse di qualche forma di coscienza o consapevolezza, non si spiegherebbe con quale logica vengono riconosciuti diritti alle persone in coma o agli embrioni umani e, invece, non si reputa degno di considerazioni morali soggettive un essere consapevole e senziente come un orango o un delfino.

E’ evidente poi che la storiella che veniva raccontata ai bambini una cinquantina di anni fa, che cioè la nostra specie ha l’intelligenza mentre gli animali hanno soltanto l’istinto, è qualcosa che fa sorridere, anche alla luce di studi recenti sulle emozioni, i sentimenti, il comportamento e la struttura delle società di tanti esseri viventi.

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Re: L'uomo e l'anima.

Messaggiodi diego trevisan » gio giu 03, 2010 8:31 am

...Tutto scaturisce al solito
dalla nostra "INNATA" PRESUNZIONE,
da ciò che ci siamo presupposti di perseguire
spesso escludendo appunto l' anima, è nostra facoltà "pensiamo".

La presunzione di come guardiamo alle cose
e a tutto ciò che ci circonda...e all' uso che ne facciamo.

Nel nostro "INNATO" EGOISMO,
tutte le risposte.
Ma anche il nostro egoismo,
risiede dalla partenza, dalla spesso falsata interpretazione
riescludendo appunto l' anima, è nostra facoltà "pensiamo".

L' egoismo in ciò che guardiamo
è nel come lo guardiamo...

Nel principio, o inizio
del nostro dilagare,
l' errore, il pregiudizio escludendo l' anima...
di tutto ciò che vive, anche in maniera
apparentemente inerte,
non c'è distinzione fra l' uomo
e tutti gli altri esseri o sistemi,
tutto risiede nella nostra testa escludendo l' anima, è nostra facoltà "pensiamo".
L' uomo e l' irrazionale..escludendo l' anima..
Ma l' anima è del mondo, nella sua globalità..
Il soffio Divino nell' equilibrio universale...

Noi e il nostro errore, escludendo l' anima, è nostra facoltà "pensiamo"...IO..Diego..J.H..l' idiota :roll:

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Re: L'uomo e l'anima.

Messaggiodi primularossa » ven giu 04, 2010 9:10 am

Grande Puffo ha scritto:
Heidi ha scritto:Primularossa aveva scritto: "L'anima è il soffio di Dio."

Veramente per la teologia cristiana, credo anche cattolica, lo Spirito è il soffio dell'Eterno. L'anima ne riceve ispirazione.

Lo spirito è la parte più nobile dell'uomo e occupa la parte più intima del suo essere. Il corpo è la parte meno nobile e occupa la parte esteriore. Tra i due dimora l'anima, che serve da intermediario. Il corpo è lo scudo esteriore dell'anima e questa è l'involucro esteriore dello spirito. Lo spirito trasmette i suoi pensieri all'anima e l'anima spinge il corpo ad ubbidire allo spirito. Questo spiega la funzione da intermediaria dell'anima. Prima della caduta dell'uomo lo spirito controllava tutto l'essere per mezzo dell'anima.

Infatti Maria disse (Luca 1): "46 E Maria disse: L'anima mia magnifica il Signore; 47 E lo spirito mio festeggia in Dio, mio Salvatore."

La gioia della festa viene dallo spirito e tramite l'anima porta la bocca a magnificare il Signore.

Non sono un teologo, ma penso che Grande Puffo abbia ragione.
In effetti lo Spirito è la scintilla divina alitata nell'uomo dal suo Creatore.
Cos'è allora l'anima?
Secondo me l'anima è il pensiero umano. E' l'io imprigionato nel corpo. E' la sede della coscienza legata alla materia. E' l'involucro che custodisce lo Spirito. E' lo scrigno di Dio.
Sopravvive al disfacimento del corpo liberandosi da quelle catene. In quel momento finalmente si dilata unendosi alla coscienza universale.
In fondo credo che l'uomo sia una forma di pensiero incarnata per una qualche superiore ragione.
Heidi ha scritto:"Il corpo è come tomba per l'anima
che in esso è sepolta,
eppure è con esso
che l'anima si esprime.
L'anima espia colpe
che le è necessario espiare
e intorno ha questo recinto
simile a prigione.
Questo carcere
è il custode dell'anima
fino a che essa
tutti i propri debiti
non abbia compensato,
e nulla v'è da cambiare in questo,
nemmeno una sola lettera.

Platone rinviene il motivo di questa prigionia del pensiero nella espiazione di colpe.
Potrebbe possedere un fondamento il pensiero di Platone e, ad osservare bene, trovo che un parallelismo con la teoria del "peccato originale" non possa ritenersi così azzardata.
L'anima costituisce la parte immortale dell'uomo. Lo Spirito la parte divina.
Da terrestri riteniamo che a pensare sia il nostro cervello. Io credo che il cervello sia la tastiera sopra la quale l'anima digita il proprio volere. L'anima si esprime in questa "dimensione" utilizzando la carne alla quale è ineluttabilmente vincolata. La carne muore. Il pensiero rimane.
L'anima sopravvive.
Il mistero risiede in questo.

diego trevisan ha scritto:Quando si esaminano le affinità fra umani e altri animali, di solito ci si limita a parlare di esseri senzienti a noi molto simili ma tuttora viventi. Vorresti, con Descartes, che esso sia una pura macchina imitativa? Ma ti prenderanno in giro pure i bambini e i filosofi ti replicheranno che, se quella è una macchina, tu ne sei un’altra. Se confessi che, tra te e l’animale, ci sono soltanto differenze di organizzazione, mostrerai buon senso e ragionevolezza, sarai in buona fede; ma si potrà concludere contro di te che, con una materia inerte, disposta in un certo modo, impregnata con un’altra materia inerte, con un po’ di calore e di movimento, si ottiene sensibilità, vita, memoria, coscienza, passioni, pensieri…

L'immortalitĂ  attiene a tutte le creature. Tutte.
E' l'enigma dell'esistenza.
Due cose riempiono l’animo di ammirazione: il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me. (epitaffio sulla tomba di Immanuel Kant)
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Re: L'uomo e l'anima.

Messaggiodi Heidi » sab giu 05, 2010 7:53 am

Viaggiamo nel mondo delle ipotesi, delle opinioni personali, delle interpretazioni di antichi dogmi, difficili da decifrare.

L'uomo, l'Anima, lo Spirito.
MortalitĂ  ed ImmortalitĂ .
Il Divino in noi.
Il Prima, il Dopo.
E' un ventaglio di incognite che si avvicinano e si allontanano da noi, ma che, sempre piĂą, vanno a confermare l'esistenza del Mistero che ci avvolge.
Ipotesi, possibili veritĂ , ma mai la VERITA'.
Non per ora, non qui.

E' molto difficile formulare una definizione precisa di Anima e di Spirito.
Senza dubbio lo Spirito è quella goccia di Divino che ci è stata regalata, che ci raggiunge e ci illumina.
Vorrei dire che è il nostro "raggio-guida", che ci fa intuire la strada del Bene.
E' dentro di noi, ma accade che noi lo ignoriamo, non lo percepiamo, presi, come siamo, a soddisfare il nostro "io materiale".

L'Anima forse è la magica sfera che racchiude il pensiero e i sentimenti, e la coscienza fa da "trait d'union" tra Anima e Spirito.
E' l'essenza di noi ed è ciò che rimarrà, quando il corpo, questo "vestito" che indossa, sarà ormai dismesso.
Essendo quindi l'Anima un "qualcosa" di etereo, di non deteriorabile, dopo la morte del corpo, liberata della fisicità, si ricongiunge al "Tutto Universale", perchè di esso ne è parte.

E che cos'è questo "Tutto Universale", illimitato, non tangibile, non visibile, che si fraziona per entrare in noi ed "animarci" e che poi si ricongiunge ridiventando Unico?

Fascino e mistero!

Come spiega la scienza e l'agnostico questa interioritĂ  dell'uomo, che viaggia lontana da ogni forma cellulare?

Non possiamo pretendere di misurare sempre tutto con il nostro limitato metro di conoscenze.
L'Anima va oltre, ne valica i confini, proprio perchè essa stessa non ha confini.
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Re: L'uomo e l'anima.

Messaggiodi A.Battaglia » lun giu 21, 2010 2:53 pm

Io credo che il Rapporto Interiorità / Uomo è sempre stato un argomento al centro di qualsiasi Filosofia da Aristotele sino ai giorni d'oggi.
Si è sempre dibattuto se l'Uomo trova la sua felicità quale membro di un Gruppo oppure in qualità di Singolo che si comporta in base alla propria Coscienza.
Molti Filosofi hanno sempre limitato l'Uomo ad Elemento, Membro di un Gruppo, essendo questo Luogo, questo Contesto che crea la FelicitĂ  dell'Uomo.
nell'Antica Grecia Polis era tutto per l'Uomo, fuori dalla Polis tutto era "inutile". Vivere e morire per il Gruppo per la Polis era tutto quello che l'Uomo poteva desiderare per lui e per i propri cari.
Stesso concetto anche se con sfumature diverse è stato introdotto da Roussau che teorizzava l'Uomo solo quale membro del Gruppo. Il Singolo si doveva annullare a favore del vivere nel Gruppo, per il Gruppo. Non dovevano esistere piu' i Personalismi perchè tutto doveva essere gestito dal Gruppo. Per fare un esempio elementare, il solista di una Orchestra non deve esistere, perchè ogni strumento si "realizza" solo in quanto membro di una orchestra.
Esiste poi la Filosofia Scolastica, che introdusse l'Uomo che addatto' l'opera umana della Filosofia Aristotelica al Cristianesimo di San Tommaso. Se L'uomo primitivo o classico si limitava a vivere senza chiedersi nulla, l'uomo cristiano tomista sente la volontà la necessst ad interrogarsi su chi lo ha creato, sul perchè l'uomo nasce, vive e crea e muore. sul motivo che porta l'uomo a "fare". Quello che l'uomo crea è solo un'opera che cerca di "copiare" Dio. Qualsiasi creazione dell'Uomo è qualcosa che serve all'Uomo per cercare di Arrivare a Dio. L'Anima è quindi la propria coscienza, qualcosa che serve all'Uomo per interrogarsi su chi siamo su cosa siamo e dove vogliamo arrivare.
Non credo possano esistere risposte. La Fede non si inventa, si ha oppure No.
Non credo sia questo il Sito per discussioni Religiose o sul Nichilismo
Dal punto di vista politico invece si potrebbe discutere sul fatto dell'esistenza del Gruppo o del Singolo che è attinente al Discorso Filosofico Politico ma non strettamente prettamente Religioso.
I piu' grandi teologi sono stati Filosofi Cristiani
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Re: L'uomo e l'anima.

Messaggiodi Sir Squama » mar giu 22, 2010 1:00 pm

a mio parere l'anima non esiste: noi siamo una semplice evoluzione dagli animali, e nulla piĂą: possediamo gli stessi istinti animali, un patrimonio genetico molto simile a quello delle scimmie e addirittura in una parte non piccola (mi pare un 15%) a quella dei primi batteri complessi, e ci eleviamo rispetto agli altri esseri semplicemente per un cervello molto grande rispetto al corpo, particolarmente sviluppato nell'area del linguaggio :)
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Re: L'uomo e l'anima.

Messaggiodi A.Battaglia » mer giu 23, 2010 10:45 am

Sir Squama,
La tua opinione è dal punto di vista della Fisica sicuramente é apprezzabile.
Ti sei mai chiesto per'o cosa contradingue l'Uomo dall'Animale.
Anche noi abbiamo l'istinto, anche l'uomo di istinto vorrebbe fare quanlcosa nell'immediato, ma l'uomo a differenza dell'animale riesce a "soffocare" l'istinto.
Anche noi viviamo respiriamo, beviamo, mangiamo e moriamo come qualsiaisi altro Animale.
L'Uomo pero' a differenza degli Animali, ha la propria interioritĂ , il proprio io, qualcosa che dentro di noi ci consiglia, ci suggerisce. In Religione si chiama Anima in Filosofia si chiama InterioritĂ .
L'Uomo ha la capacità di interrogarsi di chiedersi il perchè delle cose e perchè queste accadono.
L'Uomo prima di fare qualcosa in base alla propria intelligenza, alla propria esperienza, alla propria "cultura".
valuta la propria azione , Tutto questo l'animale non è in gardo di farlo.
Purtroppo è incapace di farlo.
Il tuo msg qui dimostra che tu hai letto i msgs precedenti, hai analizzato la situazione ed hai elaborato una valida risposta prendendo in considerazione (di nuovo) la tua intelligenza, esperienza, cultura ed hai espresso la tua opinione che è assulutamnete soggettiva ed unica, perchè ogni Uomo in quanto tale è UNICO (Rosmini). Ogni Uomo nasce Unico, diverso dagli altri. Non esistono i cloni. E qui inizia la discussione Filosofica/Teologica sul perchè ogni uomo è UNICO. Cosa fa nascere l'Uomo unico su questa terra e perchè.
Io non ho risposte, ma il solo fatto che ci poniamo questa domanda significa che abbiamo la nostra InterioritĂ .
L'Uomo non è fatto per vivere nel Gruppo. L'associazionismo è per noi naturale. Ma il vivere all'ombra del Gruppo per il Gruppo è qualcosa di innaturale almeno per la Scuola Liberalista post 1700.
C'era un giovane Prof di Filosofia all'Univ di Lublino in Polonia che ha scritto molto su questo "argomento" e sulla DignitĂ  che ogni Uomo ogni lavoratore ha diritto ad ottenere. L'Uomo crea qualcosa di concreto in base al suo ingegno, l'uomo non puo' essere trattato come uno Strumento di lavoro in Fabbrica (vedi Marx).
Gli scritti di questo giovane Prof di Filosofia non sono stati apprezzati pero' dalle Istituzioni, perchè si introduceva il concetto di Uomo e di rispetto verso l'Uomo quale lavoratore quale essere Unico ed in quanto tale portatore della sua Unicità. Il suo nome era Woitila.
lasciando stare discorsi religiosi che non competono a questo sito, mi sembra chiaro che anche tu concorderai con me sul fatto che l'Uomo non ha solo sviluppato il linguaggio a differenza degli animali.
Grazie
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