Uniti per la Libertà
 

Infrastrutture al Meridione

Grandi opere e nuovi progetti per il paese. Tutti insieme per crescere sia come paese, sia come sviluppo internazionale.
Segnala questo Post: OKNO UP Del.icio.us Segnala questa notizia su ZicZac! Condividi su FaceBook Google Bookmarks

Infrastrutture al Meridione

Messaggiodi antpriv » gio apr 08, 2010 4:10 am

Premessa
Le elezioni amministrative che hanno avuto luogo il 28 e 29 Marzo hanno determinato un consolidamento, in termini di consenso elettorale, di partiti quali la Lega Nord di Bossi, che si è mantenuta stabile su tutto il territorio padano, aumentando in molti casi il già ampio gradimento fra l’elettorato padano, dimostrandosi in taluni casi decisiva per la coalizione di cui fa parte e rivelandosi, in alcune città e regioni del nord, come primo partito, al di sopra di Pdl e Pd.
Certo che, spalmati su tutto il territorio nazionale, i risultati conseguiti dalla Lega subiscono inevitabilmente un ridimensionamento che ne riporta l’esito clamoroso alla sua effettiva portata reale, ma tanto è bastato alla dirigenza leghista per avanzare nei confronti degli alleati richieste varie per ricoprire eventuali cariche; soprattutto, ed è questo un fattore che va osservato con molta attenzione, ciò è bastato alla Lega per rivendicare in maniera ancor più forte e decisa una influente e determinante voce in capitolo per quanto riguarda temi fondamentali per tutta la nazione quali un assetto federale a livello fiscale ma anche amministrativo, oltre che un ruolo maggiore nello stabilire l’agenda degli interventi del governo.
La Lega insomma, forte dei risultati elettorali, fa sentire tutto il suo peso nell’alleanza di centrodestra, alleanza che ha avuto la sua genesi e si è delineata nella sua attuale composizione in seguito a precisi eventi e scelte strategiche, espresse qui di seguito per sommi capi:

Genesi delle alleanze attuali
Nell’ottica di rafforzamento e stabilizzazione di un bipolarismo di coalizione che si avvicinasse il più possibile a modelli bipartitici, è stata fatta la scelta coraggiosa, in entrambi gli schieramenti, di creare “ex novo” 2 grandi partiti che unificassero nella misura più ampia possibile le principali forze politiche che facevano parte di ciascuna coalizione (forze che aderivano ad uno degli schieramenti non sempre sulla base di contenuti programmatici comuni), 2 nuovi partiti che fossero sintesi dei vari gruppi e movimenti precedentemente esistenti, sulla base di una convergenza innanzitutto di valori e di idee.
In quest’ottica il centrodestra ha avviato anch’esso un processo di unificazione tra i principali partiti che ne facevano parte, processo che ha portato alla nascita del Popolo della Libertà, costituito principalmente dall’unione di Forza Italia e Alleanza Nazionale; tutto ciò si è realizzato anche in seguito all’impulso dato dalla piazza degli elettori, che chiedevano ai loro leader una maggiore unità e coesione programmatica e di fatto, che portasse a una maggiore stabilità e continuità dell’azione legislativa e di governo.
Il progetto iniziale era aperto anche ai partiti alleati quali l’UDC di Pierferdinando Casini; dopo una primissima fase di rifiuto degli alleati a fondersi immediatamente in un unico partito, si sono compiute successivamente scelte diverse: mentre AN ha poi deciso di aderire al partito unico, l’UDC ha deciso viceversa di restarne fuori.
A questo punto il nuovo partito si è trovato a dover operare delle scelte strategiche, a dover prendere decisioni riguardo il rapporto da mantenere con quegli alleati che rifiutavano di entrare nel partito unico.
Anche in questo caso si sono compiute scelte separate, diverse per ciascun alleato, ispirate però a princìpi-guida univoci: mentre è stata scartata l’ipotesi di alleanza del nuovo partito con l’UDC che a sua volta aveva rifiutato di fondersi nel partito unico, è stato invece deciso di mantenere l’alleanza con partiti fortemente radicati sul territorio, con un forte consenso a livello locale in determinate zone del paese, quali appunto la Lega Nord ma anche, al sud, il Movimento per le Autonomie, forte di un sostegno molto ampio in regioni quali la Sicilia.
Quest’ultimo partito si propone di portare avanti, all’attenzione della politica nazionale, le istanze del Meridione tutto ed aspira quindi ad accrescere il suo consenso e la sua base elettorale in tutte le regioni del sud Italia, in modo tale da poter avere la forza politica necessaria e sufficiente affinché queste istanze vengano ascoltate e soddisfatte.
Allo stato attuale però questo partito non pare essere in una condizione sufficiente a bilanciare, in un contesto di equilibrio territoriale nazionale, un partito con il baricentro a nord quale la Lega, che legittimamente porta avanti politiche a favore del nord, ma che senza corrispettive politiche a tutela e sostegno del resto del paese rende concreto e temibile un rischio: invece di favorire la riduzione del divario tra nord e sud, al contrario questo presumibilmente tenderà ad accentuarsi con un nord sempre più ricco ed un sud arretrato che, privato delle risorse, non troverà i mezzi per far fronte alle esigenze di modernizzazione e di rilancio dell'economia, paralizzato e incapace di colmare le differenze di sviluppo.
Il federalismo proposto dalla Lega infatti, insistendo in maniera molto forte soprattutto sull’aspetto fiscale, prevede che le risorse economiche italiane restino prevalentemente al nord e ciò, unitamente alle dottrine e alle tesi che prevedono una forte riduzione delle risorse al sud (perché si sostiene che i finanziamenti del passato hanno generato soltanto sprechi e inefficienze), non risanerà ma aumenterà questo divario sempre più abissale.

Federalismo, autonomia e lotta agli sprechi: diverse concezioni e modelli a confronto
Se applicato nella maniera giusta il federalismo, inteso come maggior autonomia decisionale delle realtà locali rispetto al governo centrale (e non un federalismo sbilanciato pendente totalmente, o quasi, a favore di una sola parte del paese) può sicuramente apportare numerosi vantaggi all’Italia tutta (tant’è vero infatti che esso è considerato come un obiettivo fondamentale anche dai partiti autonomisti del meridione), così come la lotta agli sprechi.
Questa però non dev’essere intesa nel senso leghista di togliere o quantomeno ridurre i finanziamenti al centro-sud: il meridione non è certo ricco di infrastrutture efficienti tanto da poter fare a meno di ulteriori risorse; piuttosto è da intendersi in senso diametralmente opposto: le risorse vanno date al sud, vanno date assolutamente, ma ne va meticolosamente e scrupolosamente controllato il loro impiego, il loro utilizzo, in modo tale che non vadano sprecate, che non si dissolvano nel nulla o impiegate per obiettivi e realizzazioni inutili, ma si trasformino in elementi di sviluppo concreto come le infrastrutture, necessarie e indispensabili affinché anche il sud possa raggiungere livelli di sviluppo paragonabili a quelli del nord, infrastrutture che permettano il rilancio dell’economia e assicurino livelli di competitività tali da garantire un’equa concorrenza con le altre nazioni.

Ruolo di equilibrio del PdL
Il Popolo della LibertĂ , in ragione dei forti consensi da sempre ricevuti in molte regioni meridionali,
dovrebbe assumere, in maniera consapevole, un ruolo di garanzia nei confronti dell’Italia intera, arginando e contenendo le pressioni della Lega Nord, e bilanciando lo squilibrio che verrebbe altrimenti ad esserci nella direzione esclusiva verso la quale opera la Lega Nord.
Va garantita al centro-sud la possibilitĂ  non teorica ma concreta di colmare i suoi gap: infrastrutturali, di organizzazione e complessivamente di efficienza.
Va risollevata l’economia e creati nuovi posti di lavoro, e tutto ciò non si ottiene certo impoverendo ulteriormente una parte del paese a favore dell’altra che è già più ricca; non si ottiene sottraendo ad esso le risorse necessarie al suo sviluppo.

Infrastrutture: vie di comunicazione
Quando si parla di grandi opere da realizzare nel meridione, il pensiero va spesso al Ponte sullo Stretto, diventato icona fortemente simbolica, nelle sue accezioni positive e negative: simbolo delle opere da realizzare ma anche delle opere mai realizzate, simbolo dei ritardi del sud ma allo stesso tempo di attese e speranze.
Al di là di qualunque interpretazione positiva o negativa in merito a quest’opera, va invece rilevato come essa, se realizzata in un contesto isolato, gioverebbe poco o niente ad un armonico ed equilibrato sviluppo del sud, in mancanza di tutte le altre infrastrutture stradali e ferroviarie.
Che senso ha attraversare rapidamente lo stretto se poi in Sicilia ci si muove su linee ferroviarie lente e a binario unico? O se l’autostrada Salerno – Reggio Calabria, seppur in fase di ammodernamento, allunga di parecchie decine di chilometri seguendo il vecchio percorso interno e montuoso anziché un nuovo e più breve percorso costiero in variante? O ancora se l’alta velocità si ferma a Napoli o a Salerno?
Bisogna pensare innanzitutto non a ciascuna opera presa singolarmente e isolata dal contesto generale, ma ad un funzionale e organico insieme di grandi opere da realizzare, interconnesse adeguatamente ed efficacemente tra loro.


Opere viarie nel Centro-Sud (elenco parziale):

- Nuova autostrada Salerno - Reggio Calabria, intesa non soltanto come adeguamento e potenziamento sul tracciato attuale, ma anche come la creazione di un nuovo tracciato costiero relativo al tratto in provincia di Cosenza, sull'asse Falerna - Amantea - Paola - Diamante - Scalea, alternativo al tracciato attuale montuoso interno Falerna - Cosenza - Castrovillari.
Il nuovo tracciato farebbe risparmiare alcune decine di Km di percorrenza.

- Asse autostradale Cosenza - Sibari - Bari.

- Raccordo autostradale Crotone - Sibari.

- Adeguamento agli standard autostradali dell'itinerario Lamezia - Catanzaro - Crotone.

- Superstrada Jonica: Reggio Calabria - Locri - Catanzaro.

- Superstrada Crotone - Cosenza (vecchia A3) - Paola (nuova A3 in variante, da realizzare).

- Sistema autostradale siciliano: realizzazione di tratti autostradali diretti quali Catania - Ragusa via Vizzini, Catania - Gela via Caltagirone, trasformazione della SS640 di Porto Empedocle in autostrada Agrigento - Caltanissetta - A19, autostrada Palermo - Agrigento, asse autostradale Siracusa - Ragusa - Trapani, autostrada Gela - Caltanissetta, autostrada Gela - Enna, autostrada Enna - Giardini Naxos; variante alla A19 nel tratto Mulinello - Scillato.

- Superstrada Etnea: Catania - Paternò - Adrano - Randazzo.

- Superstrada Palermo - Sciacca.

- Sistema autostradale sardo: adeguamento agli standard autostradali delle superstrade Cagliari - Oristano - Sassari, Oristano - Nuoro - Olbia, Cagliari - Iglesias; realizzazione di autostrade quali Cagliari - Olbia e Olbia - Sassari.

- A12 nel tratto Civitavecchia - Livorno, da realizzare con un possibile riutilizzo della Superstrada "variante Aurelia" Grosseto - Livorno.

- Raccordo autostradale A12 - Piombino.

- Asse autostradale Roma - Terni - Perugia - Ravenna - Venezia, da realizzare eventualmente anche tramite adeguamento agli standard autostradali della Superstrada Terni - Perugia - Ravenna.

- Asse autostradale Siena - Viterbo - Roma.

- Autostrada Siena - Grosseto.

- Asse Autostradale Napoli - Formia - Latina - Roma cittĂ  / Ostia.

- Raccordo Autostradale Latina - Frosinone.

- Raccordo Autostradale Latina - A1 (San Cesareo).

- Asse autostradale Civitavecchia - Viterbo - Terni - Ancona.

- Asse autostradale molisano A1 - Campobasso - A14.

- Autostrada Campobasso - Foggia - Manfredonia, realizzata anche tramite adeguamento agli standard autostradali della superstrada Garganica Foggia - Manfredonia (SS89).

- Autostrada Benevento - Caserta.

- Raccordo autostradale Benevento - Cassino.

- Asse autostradale A3 (Lagonegro) - Potenza - Foggia/Manfredonia.

- Autostrada Foggia - Matera, realizzata anche tramite adeguamento agli standard autostradali della SS655 ex 169 dir.

- Asse autostradale Salerno - Potenza - Matera - Taranto - Brindisi/Lecce.

- Asse autostradale Bari - Brindisi - Lecce - Leuca: adeguamento delle SS379 Bari - Fasano - Brindisi e SS613 Brindisi - Lecce agli standard autostradali.

- Superstrada Otranto - Gallipoli, con interconnessione alla futura autostrada Bari - Lecce - Leuca.

- Raccordo autostradale Terni - Rieti - A24.

- Raccordo autostradale Roma - Rieti.

- Superstrada Foligno - Todi - Orvieto e suo collegamento al futuro asse autostradale Siena - Viterbo - Roma.

- Asse autostradale appenninico (Perugia) - L'Aquila - Isernia - Benevento - Potenza.

- Raccordo autostradale Isernia - Chieti (A25/A14).

- Sistema autostradale pedemontano Marchigiano - Abruzzese: Chieti - Teramo - Ascoli Piceno - Macerata - Jesi - Pesaro.

- Raccordo autostradale Macerata - Ancona.

- Raccordo autostradale Pesaro - Urbino.

- Raccordo autostradale Siena - Arezzo.

- Itinerario Tirreno - Siena - Perugia - Adriatico.


Opere ferroviarie nel Centro-Sud (elenco parziale):

- Alta velocitĂ , da realizzare anche lungo le direttrici Bari - Bologna/Venezia, Roma - Venezia, Roma - Genova e Napoli - Reggio Calabria - Palermo/Catania. Se possibile completare il quadro dell'alta velocitĂ  con la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

- Adeguamento a doppio binario elettrificato della linea jonica Reggio Calabria - Bari, e potenziamento della linea via Cosenza.

- Raddoppio della linea Catania - Messina nelle tratte mancanti da Fiumefreddo a Tremestieri, in quanto collettore di tutte le linee siciliane delle province di Catania - Enna - Caltanissetta - Agrigento - Siracusa - Ragusa verso il centro - nord Italia e verso l'Europa

- Raddoppio del tratto ferroviario Catania Ognina - Catania Acquicella e realizzazione di nuove stazioni, nell'ottica della realizzazione di un servizio metropolitano e regionale integrato anche con la Ferrovia Circumetnea; continuazione della Metropolitana di Catania e realizzazione di una ferrovia Metropolitana Pedemontana etnea; potenziamento della Ferrovia Circumetnea con la sua trasformazione in linea a doppio binario elettrificata, nell'ottica di chiusura dell'anello attorno all'Etna.
DA EVITARE l'interramento del tracciato attuale e della stazione Centrale. Va realizzato invece un passante ferroviario sotterraneo NON alternativo ma complementare al tracciato attuale (da Ognina verso Acquicella/Bicocca, passando però in zone più centrali della città), con il quale deve integrarsi, sul modello dei passanti ferroviari di città quali Milano e Napoli, che non hanno soppresso le Stazioni Centrali di superficie all'atto della realizzazione dei Passanti Ferroviari.

- Raddoppio della linea Catania - Caltanissetta Xirbi, in quanto il tracciato attualmente a binario unico è in comune alle linee Catania - Palermo e Catania - Agrigento.

- Realizzazione di una linea veloce diretta Catania - Palermo.

- Adeguamento e potenziamento della linea Catania - Siracusa, anche tramite la realizzazione di nuovi tratti in variante di tracciato.

- Realizzazione di una linea ferroviaria diretta Catania - Ragusa via Vizzini.

- Asse ferroviario Siracusa - Agrigento - Trapani.

- Ferrovia Gela - Piazza Armerina - Dittaino/Enna.

- Ferrovia a scartamento ordinario Siracusa - Caltagirone - Piazza Armerina - Caltanissetta.

- Tratta ferroviaria Canicattì - Naro - Agrigento.

- Ferrovia Palermo - Sciacca.

- Ferrovia Palermo - Monreale - Partinico ( - Trapani).

- Collegamento diretto Reggio Calabria - Potenza, mediante la realizzazione della nuova tratta Praja - Lagonegro - Potenza.

- Collegamento ferroviario diretto tra le province di Messina (da Giardini Naxos) e di Enna/Caltanissetta, attraverso la valle dell'Alcantara, con il riutilizzo e potenziamento della linea Giardini - Randazzo.

- Potenziamento del sistema ferroviario della Sardegna tramite interventi di elettrificazione e/o raddoppio di linee quali Cagliari - Oristano - Ozieri - Olbia - Golfo Aranci.

- Costruzione di nuove linee a scartamento ordinario in Sardegna quali Cagliari - Olbia via Tertenia - Tortolì, Oristano - Nuoro - Olbia, raccordo diretto Oristano - Sassari.

- Realizzazione dell'asse ferroviario Roma - Terni - Ravenna - Venezia.

- Completamento del raddoppio sulla linea Roma - Ancona.

- Potenziamento delle linee appenniniche delle regioni Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata sulla dorsale Perugia - Todi - Terni - Rieti - L'Aquila - Isernia - Benevento - Potenza.

- Collegamento ferroviario diretto Roma - Rieti.

- Collegamento ferroviario Potenza - Matera - Taranto.

- Ferrovia Siena - Viterbo.

- Ferrovia Chieti - Isernia.

- Ferrovia Frosinone - Latina.

- Ferrovia Pescara/Chieti - Teramo - Ascoli - Macerata - Jesi - Pesaro.

- Ferrovia Macerata - Ancona.

- Ferrovia Campobasso - Foggia.

- Ferrovia Cosenza - Castrovillari - Lagonegro - Sicignano - Salerno.

- Potenziamento e adeguamento del tratto ferroviario Cosenza - Catanzaro, mediante interventi quali la realizzazione dello scartamento ordinario.

- Ferrovia a scartamento ordinario Cosenza - Crotone.

- Potenziamento e sviluppo dei sistemi metropolitani di cittĂ  quali Roma, mediante la realizzazione di nuove linee (quali C e D, giĂ  previste, e altre di nuova previsione) e il prolungamento di quelle esistenti (A e B).
antpriv
Elettore
Elettore
 
Messaggi: 324
Iscritto il: lun nov 02, 2009 8:13 am
Provincia: Catania
Comune: Trecastagni

Re: Infrastrutture al Meridione

Messaggiodi LUCATRAMIL » ven lug 16, 2010 11:32 am

Bellissime cose che avrebbero potuto fare con i miliardi di sovvenzioni versati al Sud dal Nord (inclusi gli emigrati dal Sud, beninteso) dagli anni '60 in poi.
In tram we trust
LUCATRAMIL
Simpatizzante
Simpatizzante
 
Messaggi: 58
Iscritto il: ven mar 12, 2010 5:47 pm
Provincia: Milano
Comune: MILANO

Re: Infrastrutture al Meridione

Messaggiodi Grande Puffo » lun lug 19, 2010 9:51 am

LUCATRAMIL ha scritto:Bellissime cose che avrebbero potuto fare con i miliardi di sovvenzioni versati al Sud dal Nord (inclusi gli emigrati dal Sud, beninteso) dagli anni '60 in poi.

E meno male che non l'hanno fatto. Quasi tutte le ferrovie sarebbero poi state chiuse per mancanza di traffico. Ed anche molte strade...
Grande Puffo
Vice Ministro
Vice Ministro
 
Messaggi: 2141
Iscritto il: mer gen 14, 2009 9:37 pm
Provincia: Torino
Comune: Torino

Re: Infrastrutture al Meridione

Messaggiodi LUCATRAMIL » gio lug 22, 2010 11:54 am

Appunto, ulteriore ragione per cui la voglia dei cittadini (non diciamo del Nord, perchè al Nord c'è pieno di gente del Sud che sgobba come noi e non vuol più farsi fregare) di versari soldi al Sud è esaurita. Con il Federalismo si costruiranno quello che è veramente necessario.

Poi in tutta Italia per la relazione ferro/strada vale quello che stiamo sostenendo a Milano: finché chi viaggia in auto non verrà posto in condizione di riconoscere che il mezzo ferroviario è più rapido e conveniente, non cambierà mai mentalità.

Quindi: per andare da A a B il mezzo ferroviario non solo deve impiegare meno tempo dell'auto, ma deve avere una frequenza idonea: ci sono linee con tre passaggi al giorno. Bisognerebbe provare per un certo periodo con 10 passaggi/giorno e vedere se questo genera utenza nuova, cosa possibilissima.

(A Milano ciò vale per il tram e gli altri mezzi pubblici: non sono messi in condizione di essere preferiti dagli automobilisti, che ogni giorno constatano che l'auto è più conveniente. Ulteriore motivo di insuccesso del ticket.
la colpa non è del mezzo in sé, ma di come viene fatto funzionare).
In tram we trust
LUCATRAMIL
Simpatizzante
Simpatizzante
 
Messaggi: 58
Iscritto il: ven mar 12, 2010 5:47 pm
Provincia: Milano
Comune: MILANO


Torna a Sviluppo e infrastrutture

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron